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L'inizio del Capitolo No. 14.) Imbarazzante va a cagare, (...) del romanzo "Imbarazzante" (Peinlich) edito in Casa Editrice Ammann, Zurigo, 1995, riedito come eBook in 2002 (© Mattis Manzel):

Traduzione: Peter Pauli, P.-PdM-M., K.-PdM-C.


14.) Imbarazzante va a cagare, (...)

Imbarazzante doveva cagare troppo. Da mezz'ora sedeva al tavolo della cucina, senza avere niente di più urgente da fare che alzarsi e con l'impiego di tutta la forza del suo muscolo costrittore percorrere i sette metri fino al cesso. Invece sedeva in posizione costringente al tavolo della cucina e pensava. Un migliaio di pensieri complicati e superflui scintillava nella sua testa, poiché si sentiva come un impianto grosso-tecnico da combustione di pensieri trash. Inoltre si sentiva un impianto da combustione di panini con formaggio, panini con würstel, panini con uova o salame, sandwich con doppio formaggio e salsiccia di fegato oppure uova e salame nonché altre fettine diverse.

Allora Imbarazzante si accucciava là, pienissimo della necessità incondizionata di cagare, che ignorava, perché lui era un latente omosessuale ano-fissato pederasta o qualcosa simile, - in ogni caso qualcosa di banale (Imbarazzante non si interessava più di tanto, cosa lui fosse) -, quando il telefono sul tavolo davanti a lui suonava. Imbarazzante niente affatto aveva aspettato il segnale - se mai aspettava un segnale intero. Tuttavia stendeva volentieri la mano verso il telefono, afferrando il ricevitore dalla cornetta, urlava "Jawoll!" e scappava al cesso. Vi chiederete chi era? Era Margit! Appena lei riusciva a balbettare le prime parole, Imbarazzante lanciava il culo sulla tavoletta del cesso, la quale era stata lasciata a Rudi dall'inquilino di prima, al quale la aveva lasciata l'inquilino di prima, a cui la aveva lasciata l'inquilino di prima, al quale una volta l'aveva lasciato il proprietario. Questo era nel tempo della crisi economica. Quale crisi economica vi chiedete? Uguale! Tavolette del cesso durano eternamente, se non si sfregano pulendole sempre.

"Pronto, Imbarazzante, pronto?", piagnucolava Margit. "So, che sei tu! Non riattaccare! Dimmi qualcosa!" Frattanto Rudi e Lenka si lasciavano andare in rumori libidinosi, che si mescolavano con quelli, che Imbarazzante scaricava al cesso, raggiungendo il microfono del ricevitore telefonico, che ciondolava dal tavolo della cucina, dove si trasformavano in corrente alternata a bassa frequenza, che scorreva in un sistema complicato di fili ed amplificatori, fino al altoparlante del ricevitore, che Margit teneva all'orecchio. I rumori primitivi ritrasformati in onde sonore che finalmente sboccavano alla coscienza di Margit, dove - sbagliando di interpretarli come un fiato di speranza di Imbarazzante sul ricevitore distante -, causavano l'impulso in Margit da cominciare a sfogarsi.

In tanto sotto un grande sforzo Imbarazzante premeva un "braccio" colossale di feci nella porcellana. Mentre percepiva un canto interessante, che aveva una somiglianza sbalorditiva del testo "Beati sono quelli, che portano dolore, poiché saranno consolati" dal primo movimento di "Ein deutsches Requiem", Opus 45 di Johannes Brahms. La causa per questo si dovrebbe cercare nello sforzo della sua circolazione, causato dalla contrazione impetuosa dei muscoli dell'iliaco, insieme con la sensazione della soddisfazione nel momento del suo parto.

Una eiaculazione ha un volume da due a sei centimetri cubici, e contiene tra 60 e 300 milioni cellule di sperma. In un centimetro cubico di sborrata fresca brulicano fino a 100 milioni di cellule spermatiche. È in dubbio, se un profilattico, che ha buchi microscopici, non protegga dalla gravidanza. Affinché la generazione di un bimbo sarà abbastanza probabile, essendoci almeno venti milioni di cellule spermatiche che insistono attraverso il buco nel latex. La protezione da malattie veneree, invece piuttosto si perde. In condizioni sfortunate basta un unico agente patogeno, sguazzato attraverso il buco.

Tutto quello che raccontava Margit, quando si sfogava, non è importante. Forse supponeva che Imbarazzante fosse stato insultato, perché lo aveva buttato fuori dal suo appartamento, o perché era incinta o cose simili. Lei aveva immaginazioni strane.

Il contagio con una malattia venerea segue in genere da un contatto diretto di mucosa. Dal uomo ci sono agenti mono-cellulari sul glande o gli escono dall'uretra. Dalla donna sono distribuiti in tutta l'area vaginale. Per la maggior parte esse passano attraverso ferite microscopiche della pelle, alla persona sana. Queste ferite si possono appena evitare, neanche da rapporti sessuali prudenti. I partecipanti non lo possono sentire. Alcuni agenti di malattie possono penetrare la mucosa illesa. A parte un'eccezione le malattie veneree possono trasferirsi tanto dall' uomo alla donna quanto dalla donna al uomo.
Il trasmettere della malattia venerea condizionata dalle cellule germinative è solamente documentato dall' uomo alla donna. Gli uomini col conseguimento della pubertà sono portatori di infezioni. Lo restano in certi casi fino alla vecchiaia, ma senza mostrare i sintomi della malattia. La cellula germinativa maschile si muove con l'aiuto del flagello esteso. Il suo scopo è di avanzare profondamente nell'organo riproduttivo femminile, dove in certe condizioni incontra una cellula germinativa femminile. Solo questo contatto può seguire l'infezione della malattia. Il contatto di una cellula germinativa maschile con un altro tipo di cellula femminile resta senza conseguenze patogene. La cellula germinativa femminile soccombe in un processo di maturità d'alcune settimane, alla fine è per qualche giorno infetta. Se non viene l'infezione, sarà espulsa dal corpo della donna. Poco dopo ne matura una nuova. La maturità e la espulsione viene ad intervalli regolari.

In quasi un quinto dei casi saranno espulse le cellule germinative femminile infette, dalle cellule germinative maschili. Allora non tutti gli incontri tra cellule germinative infette di disuguali sessi, conseguono inevitabilmente la famigerata immagine completa della malattia condizionata da cellule germinative. In antichissime eresie era spesso mistificata e trasfigurata, ma ancora oggi in tanti posti non compresa come la conseguenza di una malattia. Dopo l'infezione con la malattia venerea condizionata dalle cellule germinative, prolifera un parassita dall'utero della donna. Se non è eliminato da un intervento medico, consegue una crescenza di un tumore del sottopancia di misura minacciosa per la vita. Diverso dal cancro, dove sono osservati tumori di scala simile, la malattia venerea condizionata da cellule germinative, finisce in via di paragone raramente mortale. La malattia finisce quasi nove mesi dopo l'infezione. Si apre il corpo della malata dalla vagina, ed esce subito il parassita. Per il paziente questo svolgimento è estremamente doloroso; ma nei più casi si guarisce in poco. Anche il parassita - ormai chiamato neonato, lattante, piccolo piscialletto, ghiotto, Pierino, Angelina o così simile - sopravvive in più di casi. La sua vista svincola alla prima malata donna, ma anche all'uomo, da chi veniva le cellule infette, un bisogno continuo di curare la sua crescita. Comunque, questa reazione può anche mancare.

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